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Bando borse di studio 2017


Anche quest’anno è possibile partecipare al concorso per l’erogazione di 90 Borse di Studio a favore dei figli dei veterinari più meritevoli.

Gli studenti possono concorrere per 30 borse di studio dell’importo di 500,00 euro per il Diploma di Maturità appena conseguito.

Gli studenti universitari, invece, hanno a disposizione 60 borse di studio dell’importo di 1.250,00 euro per i risultati raggiunti nell’anno accademico 2015/2016.

Le domande devono essere inviate entro il 30 settembre 2017.

REQUISITI:

Maturità: gli studenti devono aver riportato una votazione minima di 83/100 nell’anno scolastico 2016/2017.

Università: gli studenti devono essere in regola con il corso di studi e aver conseguito una media matematica minima di 27/30 per l’anno accademico 2015/2016.
Inoltre gli studenti risultati già assegnatari lo scorso anno per i “corsi universitari” non possono presentare domanda per il Bando 2017.

Tutti gli studenti non devono usufruire di un’altra forma di sussidio per gli stessi risultati scolastici o accademici oggetto di questo Bando.

GRADUATORIE:

Le graduatorie degli studenti assegnatari e idonei saranno approvate nel mese di dicembre e poi pubblicate sul sito www.enpav.it per la consultazione.

La liquidazione del sussidio avviene secondo le modalità scelte nel modello di domanda e nei primi mesi dell’anno 2018.

PRESENTAZIONE DOMANDA:

Per partecipare al concorso è necessario compilare e inviare il modello di domanda di borsa di studio entro il 30 settembre 2017. Il modello può essere inviato per mail (enpav@enpav.it) pec (enpav@pec.it) o posta (Via Castelfidardo 41 – 00185 Roma).

Per agevolare la compilazione della domanda è stato predisposto un Promemoria sintetico. Per qualsiasi ulteriore necessità è possibile contattare il team “Assistenza Associati” al numero 06492001 o al Numero Verde 800902360 (solo da telefono fisso) o tramite mail all’indirizzo assistenza.associati@enpav.it.

Di seguito sono disponibili i dettagli del Bando e i documenti necessari per partecipare al concorso:

Bando Borse di studio 2017
Modello di Domanda
Promemoria per la compilazione

Cumulo gratuito della contribuzione

 “Si intende sgombrare il campo dai dubbi eventualmente sorti a seguito della pubblicazione della circolare INPS n.103 del 23 giugno 2017, in materia di “cumulo contributivo”.

Deve essere, infatti, chiarito che quest’ultima si applica ad un diverso caso di cumulo: quello che è stato introdotto con il D.LGS. 184/1997, (peraltro già oggetto di altra circolare INPS, la n.116 del 2011). 

Si tratta del cumulo che interessa i lavoratori che hanno un sistema di calcolo completamente contributivo, cioè quelli che hanno cominciato a versare i contributi nel sistema previdenziale pubblico a partire dal 1996, nonché coloro che, pur avendo iniziato a versarli prima di tale data, abbiano poi optato per il metodo di calcolo contributivo.

Tale circolare, quindi, non riguarda il cumulo introdotto per i professionisti con la Legge di Bilancio 2017, rispetto alla quale auspichiamo a breve l’uscita della rispettiva circolare INPS.”

 

CUMULO ex lege 228/2012, esteso ai professionisti

 La Legge di Bilancio 2017 (L. n.232 , 11 dicembre 2016 ,  Art.1, comma 195) ha esteso alle Casse di previdenza dei liberi professionisti l’istituto del cumulo gratuito dei periodi assicurativi, già previsto dal 2013 per i lavoratori dipendenti e autonomi. L’istituto è dunque pienamente efficace dal 1° gennaio 2017, ma siamo in attesa di una circolare esplicativa da parte dell’INPS che fornisca chiarimenti circa le modalità ed i termini di operatività anche per i professionisti .

Il Cumulo gratuito si affianca alla totalizzazione e alla ricongiunzione al fine di consentire ai lavoratori di cumulare i periodi assicurativi, non coincidenti, accreditati nelle diverse gestioni previdenziali, per il riconoscimento di un’unica pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità e a superstiti, senza alcun onere a carico del richiedente, in quanto i contributi rimangono accreditati presso la gestione in cui sono stati versati e generano la quota di pensione di competenza della gestione stessa.

La ratio della legge è pienamente condivisibile, visto che in Italia coesistono più sistemi pensionistici obbligatori e a tutti i lavoratori, inclusi i professionisti, deve essere garantito il diritto di percepire un trattamento pensionistico che utilizzi tutta la contribuzione previdenziale versata, sebbene in diversi Enti o Gestioni.

Qual è il vantaggio per l’iscritto? Innanzitutto valorizzare tutti i contributi che ha versato nelle diverse gestioni previdenziali, sommando quelli non coincidenti temporalmente, in modo da raggiungere, anche anticipatamente, il requisito contributivo della pensione anticipata (42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne). Riceverà un unico assegno pensionistico mensile che sarà dato dalla somma delle quote di pensione calcolate dalle diverse gestioni pensionistiche interessate, in relazione al numero di anni di contributi versati in ciascuna di esse, in base ai metodi di calcolo vigenti ( incluso il retributivo ed il misto).

L’interessato dovrà considerare che l’anticipo del pensionamento potrà influire sull’importo finale della pensione. Ossia se per accedere al diritto alla pensione in cumulo si considera la somma di tutti i contributi, tuttavia ai fini del calcolo ciascun Ente considererà solo quelli effettivamente versati presso la propria gestione.

Al di là dei casi in cui senza il cumulo non si raggiungerebbe in alcuna gestione il diritto autonomo a pensione, negli altri casi la scelta di optare per il cumulo dipende  da due fattori principali: quanto tempo prima si raggiunge il pensionamento, a quanto ammonterà l’importo finale di tale pensione.

Per fare questo tipo di scelta mancano le istruzioni operative dell’INPS, ossia una circolare che chiarisca il calcolo che utilizzerà l’INPS . Pertanto il professionista, ad oggi, può avere una stima attendibile della quota di pensione ENPAV, ma  non ha ancora certezze sull'altra quota.

 E' ragionevole ipotizzare una riduzione dell’importo della pensione in cumulo rispetto all'assegno che avrebbe riscosso alle condizioni ordinarie di pensionamento, ma il quantum si conoscerà solo con le disposizioni che attendiamo da mesi.

L'Enpav sta effettuando una analisi dei dati relativi ai potenziali veterinari interessati al cumulo  ed è pronto a dare piena operatività a queste disposizioni di legge, per quanto di propria competenza.

Potremmo avere in Enpav il problema di coloro che si sono cancellati e che, senza esercitare il cumulo, avrebbero diritto solo alla rendita pensionistica. Per questa categoria sarà opportuno sviluppare delle simulazioni di conteggi sugli eventuali costi della quota pensionistica rispetto alla rendita.

Diverso è il discorso per l'INPS: in base alla composizione della platea dei veterinari, è probabile che   si troverà ad erogare pensioni in anticipo rispetto a quanto previsto, senza certezze ad oggi sui conteggi e con conseguenti impatti sulla copertura finanziaria. A questo si somma la difficoltà di reperimento dei dati di base, in quanto il recente accorpamento dell'INPDAP ha creato non poche difficoltà per il trasferimento dei dati storici, spesso solo cartacei. Altro problema è quello legato al discorso "18 anni di contribuzione al 31/12/1995" con conseguente impatto sul calcolo retributivo o misto.

Senza entrare nel merito di quest’ultima questione che è di competenza INPS, i veterinari che nel breve / medio periodo potrebbero usufruire del cumulo gratuito hanno tre diverse situazioni di base: coloro che avevano già i 18 anni al 31/12/95, coloro che li avrebbero col cumulo e coloro che non potrebbero comunque raggiungerli. In attesa di circolari esplicative, è difficile sapere il numero da cui è composto ciascuno di questi tre gruppi; in concreto solo "coloro che potrebbero” arrivare a 18 anni con il cumulo genererebbero un sensibile impatto  per i conti dell’INPS .

Possiamo supporre che il ritardo nell'emanazione dei provvedimenti attuativi possa essere dovuto soprattutto a queste ultime considerazioni ed è a questo punto si dovrebbe agire attraverso un coordinamento di rappresentanze dei professionisti per cercare di salvaguardare l'impianto generale della norma.

In generale sugli Enti previdenziali coinvolti nel cumulo l’impatto potrà essere neutro, qualora il pensionato abbia già i requisiti minimi di accesso alla pensione pur senza ricorrere al cumulo , oppure vi sarà un costo pari a tanti anni quanti sono quelli di anticipo del pensionamento. Per la copertura degli oneri INPS è stato previsto un fondo, gestito dal Ministero del Lavoro, dal quale verranno prelevate le risorse necessarie per far fronte agli eventuali oneri non previsti.

Si rammenta che la facoltà di cumulo può essere esercitata solo qualora il richiedente non sia già titolare di trattamento pensionistico presso una delle gestioni coinvolte e solo al momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi.

Attualmente è stata adottata solo la circolare INPS n.60 del 13 marzo 2017, che ha fornito le prime istruzioni applicative delle disposizioni in argomento limitatamente ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti relativi alle diverse gestioni Inps, inclusa la gestione separata. Nella stessa si diceva che con successiva circolare sarebbero state diramate le istruzioni applicative delle disposizioni in argomento con riferimento ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti anche presso le Casse professionali.

A distanza di sei mesi dall’entrata in vigore della norma di legge, nonostante i ripetuti incontri avvenuti tra le Casse di previdenza, il Ministero del lavoro e l’Inps, finalizzati a sciogliere nodi interpretativi e a chiarire questioni operative attinenti all’applicazione della nuova normativa, non è stata diramata alcuna nuova circolare.

Si è generata una situazione di stallo e di incertezza che nuoce, per le motivazione sopra esposte ,  a coloro che sono nelle condizioni di dover effettuare una scelta circa la propria posizione lavorativa e previdenziale e non hanno informazioni complete. Ancor più gravi sono i casi di coloro che affidandosi ad una norma di legge vigente, avendo raggiunto i requisiti, hanno comunque espresso formalmente la loro volontà di accedere al pensionamento tramite il cumulo e quindi hanno presentato la domanda di dimissioni per pensionamento e la domanda di pensione con il cumulo presso l’Inps. In questi casi l’INPS è l’Ente istruttore della prestazione e gestisce l’iter di perfezionamento della pratica di pensione, fino alla materiale liquidazione della stessa.

Per completezza di informazioni si deve precisare che una volta definite le istruzioni operative, attraverso circolari o analoghi provvedimenti, dovrà essere condivisa tra Casse ed Inps una convenzione per disciplinare la piattaforma informatica necessaria per l’istruttoria in comune delle domande di pensione. Analogo strumento, peraltro, è già operativo,  con successo, da alcuni anni per gestire le pensioni in totalizzazione dei periodi contributivi.

L’Enpav ha messo a disposizione degli associati che hanno contattato gli uffici le conoscenze di cui ha certezza in merito alla legge generale e alle proprie regole di calcolo pensionistico, in attesa di conoscere la circolare INPS e a cui compete dare indicazioni sul calcolo della quota INPS. Si impegna a continuare quest’attività di supporto verso coloro che hanno interesse per la pensione in cumulo.

L’Enpav in questa fase ha attivato un intervento concreto per tutelare i veterinari che, avendo presentato domanda di pensione, a breve rischiano di restare senza retribuzione e senza pensione, pur avendone il diritto. Ha infatti scritto direttamente e formalmente all’Inps evidenziando che non rende possibile l’esercizio di un diritto da parte di un cittadino ed impedisce ad altro Ente di previdenza di dar seguito alla procedura amministrativa prevista da una legge. Ha chiesto di avere risposte in merito.

Di seguito si riporta una tabella di raffronto tra gli istituti della ricongiunzione, della totalizzazione e del cumulo gratuito.

Allegati:
RICONGIUNZIONE, TOTALIZZAZIONE, CUMULO GRATUITO: ISTITUTI A CONFRONTO
FAQ Cumulo

Previdenza comunitaria

MOBILITA’ INTERNAZIONALE DEI PROFESSIONISTI

In un mercato globalizzato in continua crescita, molti Medici Veterinari potrebbero decidere di lavorare all’estero. Di seguito forniamo alcune informazioni con particolare riferimento ai paesi dell’Unione Europea.

IL “DISTACCO” CONTRIBUTIVO

La normativa comunitaria in materia di sicurezza sociale, prevede il regime della “territorialità” ossia l’obbligo della copertura previdenziale in base alle norme del paese in cui viene esercitata l’attività lavorativa.
Tuttavia, se il trasferimento all’estero è temporaneo, il veterinario potrebbe decidere di rimanere iscritto all’Albo professionale del paese di residenza.
In questa ipotesi è possibile l’esonero contribuivo presso il paese estero, meglio conosciuto come “distacco”, previsto dal Regolamento CE n. 883/2004 e relativo regolamento attuativo n. 987 del 16 settembre 2009.
Il vantaggio, per il lavoratore distaccato, è principalmente quello di mantenere una posizione assicurativa unica evitando una carriera previdenziale frammentata.
Nell'ambito dell'Unione Europea il periodo previsto è pari a 12 mesi. Per tale periodo, su richiesta del datore di lavoro o del lavoratore, l'istituzione competente dello Stato la cui legislazione rimane applicabile compila e rilascia al richiedente un apposito formulario (il modello A1) che attesta l'assoggettamento del lavoratore alla legislazione previdenziale presso il paese di residenza.
Ad esempio un veterinario residente in Italia e iscritto ad un Albo professionale di una provincia italiana (e quindi all’Enpav), che decida di svolgere temporaneamente un’attività in Francia, deve richiedere all’Enpav il rilascio del modello A1 e potrà così continuare a versare i contributi esclusivamente in Italia.
Allo scadere dei 12 mesi si può ottenere la proroga del distacco fino a 24 mesi.
Analogamente un professionista residente all’estero che lavora temporaneamente in Italia, potrà presentare all’Enpav il Modulo A1 compilato dall’Ente previdenziale dove risiede e svolge l’attività lavorativa.

 

LA TOTALIZZAZIONE INTERNAZIONALE

Se il professionista si trasferisce all’estero per un periodo prolungato e chiude la posizione previdenziale in Italia, potrà ricorrere alla totalizzazione internazionale.
Il termine totalizzazione indica la possibilità di cumulare “fittiziamente”, ai fini esclusivamente del conseguimento del diritto alla pensione in ciascuno dei paesi contraenti, i periodi di contribuzione versati nell’altro o negli altri Paesi.
La totalizzazione (totalmente gratuita) è uno strumento per garantire copertura previdenziale a chi, avendo svolto attività diverse, non ha maturato il diritto a pensione in nessuna delle gestioni presso le quali è stato iscritto.
Non è possibile ottenere la totalizzazione parziale. La totalizzazione deve interessare tutte le gestioni nelle quali il lavoratore è stato iscritto e tutti i periodi contributivi versati.
Ai fini del raggiungimento dell’anzianità contributiva necessaria per l’esercizio della facoltà di totalizzazione, devono essere considerati i periodi contributivi versati all’estero in Paesi comunitari e in Paesi legati all’Italia da Convenzioni bilaterali di Sicurezza Sociale.
I periodi contributivi esteri devono rispettare il minimale di contribuzione per l’accesso alla totalizzazione previsto dalla normativa comunitaria (1 anno) o dalle singole Convenzioni bilaterali.
Il diritto alla pensione di vecchiaia in regime di totalizzazionesi perfeziona con:
  • raggiungimento dei 65 anni di età, sia per gli uomini sia per le donne;
  • anzianità contributiva complessiva di almeno 20 anni (sommando le settimane accreditate per periodi non coincidenti possedute in due o più forme assicurative di iscrizione).

Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazionesi perfeziona con:
  • un’anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni.

La domanda di totalizzazione deve essere presentata, dall'assicurato ovvero dal superstite avente diritto, all’Ente che gestisce l'ultima forma assicurativa a cui è iscritto ovvero è stato iscritto il lavoratore.
Qualora al momento della domanda di prestazione in totalizzazione il lavoratore dovesse risultare iscritto a più gestioni, gli è data facoltà di scegliere la gestione presso cui presentare la domanda.
L’Ente che riceve la domanda è l’Ente istruttore e deve avviare il procedimento contattando gli Enti presso i quali è stato iscritto il lavoratore e indicati sulla domanda presentata dal lavoratore ovvero dai suoi familiari superstiti.
La pensione spettante viene determinata in “pro–quota” da ciascuna gestione pensionistica interessata, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati. I periodi coincidenti con altri accreditati presso diverse gestioni non sono da considerare ai fini del diritto alla prestazione, ma solo per la misura.

FAQ Previdenza comunitaria

Richiesta rilascio Modulo A1–IT

Bando borse di studio 2016 - Graduatoria

Il Comitato Esecutivo ha approvato lo scorso 21 dicembre le graduatorie relative al Concorso borse di studio 2016.

Per gli studenti universitari, per quanto concerne i risultati conseguiti per l’anno accademico 2014-2015, sono state assegnate 60 borse di studio dell’importo di € 1.250,00.

In relazione al Diploma di Maturità, per l’anno scolastico 2015-2016, sono stati premiati tutti gli studenti che hanno riportato la votazione finale di 100/100, con un assegno di € 500,00.

Tutti gli assegnatari delle Borse di studio riceveranno una comunicazione da parte dell’Ente inerente l’esito positivo della partecipazione al concorso per il Bando 2016 mentre invece gli idonei non assegnatari di sussidio potranno essere informati della propria posizione nella graduatoria generale consultando il nostro sito.

Si riportano di seguito gli elenchi degli studenti risultati vincitori e di quelli idonei ma non assegnatari distinti per classe di studio.


Scuole superiori – Ultimo Anno

Studenti Vincitori
Studenti idonei non assegnatari

Università

Studenti Vincitori
Studenti idonei non assegnatari

 

Sottocategorie